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I mille volti di Tretola

Dal 28 agosto al 30 settembre, la prima mostra antologica di uno degli artisti più illustri di Manfredonia

Sarà inaugurata martedì 28 agosto (ore 18, presso le “Ex Fabbriche di San Francesco” e visitabile gratuitamente sino al 30 settembre p.v.) “I mille volti di Tretola“, la prima mostra antologica del pittore, scultore, designer, tra i più illustri artisti della storia di Manfredonia, scomparso da poco meno di un anno. Con le sue creazioni, come il mosaico di piazza Falcone e Borsellino e la ricollocazione della Fontana Piscitelli, Franco Tretola ha contribuito anche a dare un nuovo volto alla città oltre che una vivacità culturale.

Un excursus a 360° nel suo essere artista a tutto tondo, brillante ed istrionico, che ha saputo esprimersi ad alti livelli in molteplici stili nella sua lunga e proficua carriera professionale. La mostra allestita presso le ex Fabbriche di San Francesco – a pochi passi dal suo laboratorio -, un vero e proprio filo rosso che collega la vita e l’arte di Tretola, vedrà la celebrazione della sua creatività con l’esposizione di più di 200 opere tra quadri, sculture, oggetti di design nonché bozzetti ed uno shooting fotografico originale che ne esalta il genio e lo stile.

A farla da padrone negli spazi espositivi, ciò che è stato un vero e proprio tratto distintivo del suo saper fare arte: molteplici volti in stile contemporaneo.

La mostra, patrocinata gratuitamente dal Comune di Manfredonia, è organizzata da Matteo Iaconeta e “gli Amici di Franco”, in collaborazione con l’Agenzia del Turismo.

La mostra, rientrante negli eventi della 182^Festa patronale in onore di Maria Santissima di Siponto, sarà visitabile ogni giorno dalle ore 18.30 alle ore 23.30 dal 28 agosto al 9 settembre. Successivamente, e fino al 30 settembre, sarà aperta nei giorni di venerdì, savbato e domanica, sempre dalle ore 18.30 alle ore 23.30.

Aperture Musei e Siti: gli orari

Per consultare le giornate e gli orari di apertura e chiusura dei musei e degli attrattori della città, occorre cliccare sul seguente link:

Orari Musei e attrattori

Fotografia:
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Alla scoperta di Siponto nascosta

Itinerari Storico Culturali per l’Estate a cura dell’Archeoclub di Siponto

L’Archeoclub di Siponto, allo scopo di far conoscere le straordinarie ricchezze storiche e archeologiche, della Siponto moderna, e di sensibilizzare alla loro tutela, presenta il programma: La Necropoli Tardo Antica e le emergenze archeologiche nella Siponto Moderna: Conoscere per Tutelare”.
Archeoclub Siponto ha avuto in tutela, attraverso verie convenzioni, gli Ipogei Scoppa nell’intorno della Pineta di Siponto, gli Ipogei di Santa Maria Regina di Siponto, e le tombe sub divo ricadenti nei pressi dei due Ipogei, oltre alla possibilità di aprire il Museo Etnografico Sipontino.

Le aperture previste per il periodo estivo sono le seguenti:
tutti i sabati e le domeniche, a partire dal 7 luglio e fino a tutto il 9 settembre.
Orari: dalle ore 17.00 alle ore 20.00.

Al di fuori degli orari, resta la possibilità di effettuare aperture previo avviso telefonico all’Archeoclub al numero 338 4485344 o attraverso l’indirizzo mail caroleoaldo@gmail.com
La visita, per gruppi, parte dal Punto di riunione sito nella Piazzetta di Siponto, alla destra della chiesa parrocchiale. Le partenze sono previste alle ore 17.00, alle ore 18.00, alle ore 19.00.
Questo il programma: visita ai due Ipogei Scoppa, alla chiesa di Lorenzo dei Santi Stefano e Agata, ai sepolcreti sub divo all’esterno degli ipogei, al sarcofago, per finire agli Ipogei di Santa Maria Regina e al Museo Etnografico “Michele Melillo”, sempre nella piazzetta di Siponto.
Per queste visite non sono previsti ticket: si chiede solo una contribuzione su base volontaria.
A tutti i partecipanti viene richiesta la sottoscrizione di una dichiarazione liberatoria di responsabilità e una firma con le osservazioni sul Registro dei Visitatori.

Aldo Caroleo, Archeoclub di Siponto

La Festa della Musica. Sole e Luna

“Good Morning Manfredonia”, “Do, Re, Mi, Fa, Na-ma-sté”, “C’era una volta un Re”, “Tessere o non tessere”. Una prolungata e trascinante sinfonia, sotto il nome di “Sole e Luna”, dall’alba a notte fonda, quattro momenti, decine di artisti. E’ il programma della Festa della Musica” di Manfredonia (coordinato dall’Agenzia del Turismo in sinergia con altre realtà locali) del 21 giugno, con eventi gratuiti e dislocati in tutta la città all’insegna della musica e dell’arte in tutte le sue sfaccettature per dare il benvenuto all’estate.

“La Festa della Musica” è un’iniziativa – organizzata da MIBACT, SIAE e AIPFM (Associazione Italiana per la Promozione della Festa della Musica) – che, come avviene in tutta Europa, coinvolge in maniera organica l’Italia intera trasmettendo quel messaggio di cultura, partecipazione, integrazione, armonia e universalità che solo la musica e l’arte (in ogni sua forma) riescono a dare. Un appuntamento che rappresenta un “Inno alla Gioia”, in occasione dell’Anno Europeo del Patrimonio culturale.

L’edizione 2017 a Manfredonia fu un exploit artistico e di pubblico, che sarà bissato quest’anno con l’aggiunta di ulteriori appuntamenti. Le novità, appunto, sono nella scelta di due nuove location e fasce orarie. Si inizia presto, prestissimo, all’alba, alle ore 6 con “Good Morning Manfredonia“, concerto itinerante che darà il buongiorno alla città gioiosamente in musica. Partendo da Piazza Falcone e Borsellino (Chiesa di Sant’Andrea), punto nevralgico frequentato da centinaia di sportivi e camminatori mattutini, gli artisti di Mac Academy si dirigeranno verso il centro storico allietando il risveglio e l’inizio della giornata di residenti e turisti, rendendo tutti partecipi della “Festa della Musica”.

Dalle ore 19.30 (alle 21), poi, l’evento si interseca con la “Giornata internazionale dello Yoga” (che in totale a Manfredonia prevede ben cinque appuntamenti gratuiti dalle 9 alle 21). Gli artisti di Mac Academy, nel Chiostro del Municipio (Piazza del Popolo) fonderanno il loro talento con la lezione del Maestro Vivek B. Gaur (tra i guru mondiali dello yoga). Con tale lezione, si capirà come la respirazione riduce lo stress e aiuta a controllare gli stati d’ansia e, nel suo complesso, stimola la circolazione sanguigna, riossigena e disintossica l’organismo, riequilibra il sistema linfatico e rinforza il sistema nervoso.

Come nel 2017, in collaborazione con il Polo Museale della Puglia, la “Festa della Musica“, diventa occasione per l’apertura straordinaria in notturna del Castello Svevo-Angioino e del Parco Archeologico di Siponto. Durante le aperture i due siti saranno scenario di alcuni particolari eventi. Dalle ore 19 alle 20 ci sarà (in collaborazione con l’Associazione Argos Hippium di Foggia) un concerto nella Piazza d’armi del Castello eseguito dall’orchestra Officina Musicale – Orchestra giovanile di Foggia composta da 50 musicisti e diretta dal Maestro Pietro Vigliarolo. L’orchestra eseguirà brani tratti da musiche barocche sino ai giorni d’oggi. Seguirà “Musica sulle Torri” (20,30 – 22,00) con scenografici momenti musicali che allieteranno il visitatore durante il percorso nel castello e in prossimità delle 4 torri d’angolo (Torre dell’Annunziata, Torre del Molo, Torre la Segreta, Torre del Fico).

Dalle ore 20.30 alle 00.30, infine, spazio alle performance art di musica e pittura estemporanea presso l’area del Parco Archeologico e delle “Basiliche di Siponto resa magica dalle poliedriche performance di musica – chitarra, violino, pianoforte e trio d’archi- e pittura (curate da Mac Academy) che si svolgeranno nella cripta medievale (eccezionalmente aperta per l’occasione), all’interno della basilica medievale, sul sagrato della chiesa e sotto la struttura di arte contemporanea dell’artista, Edoardo Tresoldi.

Tutti gli eventi sono gratuiti ed a ingresso libero. Per l’occasione il Castello sarà visitabile sino alle ore 23,00 (con ultimo ingresso alle ore 22,00) ed il Parco Archeologico sino alle 00.30 (con ultimo ingresso alle ore 00.00)

Festa della Musica_Programma della Città di Manfredonia

SOLE E LUNA

Sole 1 _ Good Morning Manfredonia
Musica itinerante
Da Piazza Falcone e Borsellino verso il Centro storico
Dalle ore 06.00
(A cura di Mac Academy)

Sole 2 _ Do, Re, Mi, Fa, Na-ma-sté
Yoga+Musica al Tramonto
Chiostro Palazzo San Domenico, Piazza del Popolo
Dalle ore 19.30
(A cura di Donatella Damato e Mac Academy)

Luna 1 _ C’era una volta un Re
Concerto per Orchestra
Piazza d’Armi, Castello di Manfredonia
Dalle ore 19.00 alle 20.00
Musica sulle Torri
Castello di Manfredonia
Dalle ore 20.30 alle 22.00
(A cura del Polo Reg. Museale e dell’Ass. Argos Hippium)

Luna 2 _ Tessere o non tessere
Music & Art live performance
Basilica di Siponto
Dalle ore 21.00 alle 00.30
(A cura del Polo Reg. Museale e di Mac Academy)

Castello Svevo-Angioino

E’ un complesso a pianta quadrangolare, munito di spesse mura perimetrali e corredato, agli spigoli, di tre torri circolari e di un bastione pentagonale. All’interno sorge il primitivo nucleo fortificato, ideato ed iniziato da re Manfredi di Svevia e portato a termine nel periodo angioino. L’ampliamento aragonese (seconda meta del sec. XV) è identificabile, ad eccezione del bastione pentagonale, all’attuale configurazione esterna del castello.

Un’ulteriore modifica e attestata dal bastione pentagonale (o dell’Annunziata), realizzato nella prima meta del ‘500. Sede del Museo Archeologico nazionale.

Fonte: “Nunzio Tomaiuoli”

Museo Archeologico Nazionale

Il Museo Nazionale Archeologico di Manfredonia custodisce i reperti archeologici più noti e significativi del territorio della Capitanata, tra cui le stele daunie.
Le collezioni sono ospitate all’interno del Castello svevo-angioino,  maniero costruito nel XIII secolo per volontà di Manfredi di Svevia, figlio dell’imperatore Federico II, a difesa  del nuovo abitato costruito per accogliere gli abitanti della vicina Siponto, diventata inospitale a causa dell’impaludamento e delle guerre. Fu in epoca angioina che la struttura turrita assunse una fisionomia organica ed un impianto più complesso con alta cortina muraria a pianta quadrangolare. Nel XV secolo gli Aragonesi dotarono il castello di  una seconda cinta muraria esterna, raccordata agli spigoli da quattro torrioni circolari. Quello ad ovest, nel corso del XVI sec., venne inglobato in una struttura a pianta pentagonale  che prende il nome da un bassorilievo con scena dell’Annunciazione visibile sulle mura esterne del bastione.

Attualmente, il Museo è chiuso per lavori di ristrutturazione e rinnovamento delle sale espositive.

Fonte: “Polo Museale Puglia”

Basilica di Siponto

La Basilica di Santa Maria Maggiore di Siponto fa parte del Parco Archeologico “Le Basiliche”, e sorge a sud di Manfredonia, nel luogo dell’insediamento antico e medievale di Siponto. Oggi sono apprezzabili soprattutto le tracce maestose del periodo paleocristiano e del Medioevo, oltre che dell’età contemporanea.

Vi si possono ammirare, infatti, ben quattro basiliche: la più antica è quella paleocristiana, l’edificio legato alla figura del santo vescovo Lorenzo Maiorano. Accanto sorge il complesso medievale di Santa Maria Maggiore di Siponto costituito da due chiese sovrapposte.

La chiesa superiore fu eretta tra la fine dell’XI secolo e l’inizio del secolo successivo, ai tempi del vescovo Leone. Consacrata nel 1117 da papa Pasquale II, nel 1049 e nel 1067 fu sede di due importanti sinodi. Attorno al 1060 fu terminato il portale, ricco di fregi scultorei e fu poi oggetto di nuovi interventi edilizi nel XIII secolo.

La chiesa inferiore, pressoché coeva, utilizza gli spazi del battistero della chiesa paleocristiana. Risulta oggi di grande suggestione per l’ambiente semi-sotterraneo e l’ampio riutilizzo di materiali architettonici dell’antica Siponto. All’interno è possibile ammirare l’opera di Edoardo Tresoldi che, nel 2016, ha realizzato una imponente installazione in rete metallica alta quattordici metri che ricostruisce in 3D l’antica basilica. L’opera, infatti, ripropone le sembianze della basilica paleocristiana costruita a ridosso della chiesa romanica esistente, costruita 600 anni dopo. La maestosa scultura trasparente ed eterea si configura come manufatto contemporaneo perfettamente integrato nel contesto e instaura un dialogo inedito tra antico e contemporaneo, aprendo nuovi scenari per la conservazione e valorizzazione del patrimonio storico e archeologico. Scandita da nette e complesse scomposizioni visive e volumetriche e accarezzata dagli agenti atmosferici, l’installazione si delinea come un ponte nella memoria del luogo e permette al pubblico di relazionarsi con il tempo e con la storia.
La potenza visiva si basa sull’imprescindibile necessità di far coincidere arte, paesaggio, storia e ambiente circostante conformandosi quindi come uno sviluppo artistico della concezione classica di restauro, un’innovativa rilettura dell’archeologia realizzata con il supporto dell’arte contemporanea.

Fonte: “Ass. La Pelandra”

San Domenico e “Maddalena”

La chiesa di S. Domenico con l’adiacente convento venne costruita da Carlo II d’Angiò tra il 1294 e il 1299 e abitata dai Padri domenicani fino all’invasione dei Turchi (1620).

Il convento settecentesco di S. Domenico, ricostruito sui ruderi di quello trecentesco, incorpora nelle sue strutture le vestigia gotiche superstiti, come l’arcone ogivale, verso il mare, murato e impostato su ricchi capitelli, i pianterreni che si affacciano sulla Piazzetta e la cappella della Maddalena nella sacrestia del XIII secolo, ricca in passato di affreschi ormai quasi scomparsi.

Questa cappella, all’origine, era inserita nelle antiche mura di cinta. E’ venuta alla luce nel 1895, durante lo scavo di un’aiuola eseguito dal custode delle carceri, che occupavano alcuni locali del Municipio. Tra le opere pittoriche di essa ricordiamo l’affresco di S. Nicola, di S. Domenico, dell’albero genealogico della Stirpe di David e l’affresco della Maddalena con la deposizione di Cristo nell’edicola dell’omonima cappella.

Nella chiesa si conservano una Madonna del Cinquecento, epigrafi latine di Patrizi Manfredoniani, un Crocifisso e diverse tele.

Del convento, dopo il sacco dei Turchi, fu riparato un antico dormitorio e ricostruita la chiesa con il contributo di molte famiglie sipontine.

Nel 1725 furono completate la volta della navata centale (unica rimasta della chiesa) e la cupola a spese dei fratelli Giuseppe e Tommaso Cessa.

Con Regio decreto del 28 aprile 1815 il convento divenne bene del Comune di Manfredonia.

All’origine, la chiesa aveva tre navate con la facciata gotica, che doveva essere imponente con il suo bellissimo rosone.

Gli attuali locali adiacenti e rispondenti sulla Piazzetta costituivano la navata sinistra, mentre la navata destra è servita per l’ingresso all’ex convento.

 

La facciata che oggi ammiriamo, è stata restaurata intorno agli anni 60. Anche il rosone originario, precedentemente incorporato nella muratura, è stato in parte ripristinato nella cornice. Purtroppo nel 1875 il rosone perdeva la raggiera decorativa, compromettendone l’alto pregio artistico, per collocarvi un orologio pubblico, poi scomparso per ridare alla facciata il suo primitivo aspetto.

Interessante e completamente originale il magnifico portale, nella lunetta del quale scorgiamo ancora tracce dell’affresco della Madonna del Rosario.

All’estremità del portale è ben visibile e conservato lo stemma angioino.

Nelle navale laterali possiamo tutt’ora ammirare colone e capitelli angolari che sostengono le volte a crociera.

Il colonnato barocco del Municipio, dal quale si domina l’intera Piazza del Popolo, è del Settecento.

La Cappella della Maddalena, che costituiva parte della chiesa di San Domenico, è oggi inglobata nel Palazzo San Domenico, sede del Municipio. In particolare, è così chiamata la zona dell’abside della chiesa adiacente, dove si possono ammirare gli antichi affreschi di San Nicola, di San Domenico, dell’albero di Jesse raffigurante la Stirpe di David e l’affresco della Maddalena con la deposizione di Cristo nell’edicola. L’abside della chiesa, divisa dal presbiterio da un muro all’altezza dell’arco trionfale, colmata di detriti e interrata, fu utilizzata come torre di avvistamento e successivamente come pertinenza del carcere. Nel 1895 l’ambiente tornò alla luce rivelando la sua natura e gli affreschi nascosti dai detriti. La Cappella ospita oggi, in mostra permanente, la “Collezione Rizzon”, una raccolta di ceramiche dell’antica Puglia. Si ritrovano reperti archeologici in ceramica geometrica, a fasce, in stile misto, a figure rosse, sovra dipinte, a vernice nera e di un vaso plastico configurato a testa umana. Tutti parte del vasto repertorio presente nelle case di quell’epoca lontana: vasi per l’acqua e per il vino, contenitori in terracotta, coppe per bere, brocche, coperchi di pentole, vasetti per profumi, contenitori per versare unguenti o olio. Ritrovati nell’area dell’Antica Siponto durante i lavori di realizzazione della SS89, i reperti furono portati a Vicenza dal geometra Paolo Rizzon poi sequestrati nel 2008 dalla Guardia di Finanza. Il Comune di Manfredonia e la Provincia di Foggia fecero quasi in simultanea richiesta per acquistarli e, di comune accordo, vista la provenienza dei beni, la Provincia rinunciò in favore del Comune.

Fonte: “Comune di Manfredonia”

Museo dei Vigili del Fuoco

Il Museo dei Vigili del Fuoco e della Croce Rossa si estende su un’area di oltre 2500 mq un percorso entusiasmante che racconta la lotta al fuoco e il soccorso nei secoli: reperti di rilevante valore per la storia della scienza e della tecnica – mezzi di soccorso storici, uniformi, e altre eccezionali testimonianze attinenti la professione pompieristica e quella di soccorso della Croce Rossa nei secoli – lo rendono, a oggi, uno dei più ricchi e spettacolari d’Europa nel suo genere.

Trattasi della più grande esposizione d’Europa di testimonianze storiche sulle attività dei pompieri. Vi sono mezzi ippotrainati e a motore, scale aeree, divise, oggetti e divise dalla fine del 1700 alla metà del 1900. Il Museo dispone anche di aree ludiche e di laboratori didattici destinati ai più piccoli.

Il museo celebra così pompieri e crocerossini impegnati nella lotta al fuoco e per la sopravvivenza. Quattro in tutto i padiglioni, cinquemila i reperti. All’interno vi è anche una sezione dedicata ai Vigili del Fuoco impegnati per anni nella controversa storia dell’Enichem e dei suoi numerosi incidenti. Sicurezza e salute: il Museo e la Cittadella saranno luogo e stimolo per la cittadinanza attiva per la prevenzione e senso civico, soprattutto nella direzione della piaga degli incendi estivi che sfregiano il territorio.

Ipogei e Necropoli di Siponto

A Siponto si ritrovano preziosissime testimonianze della storia: la Necropoli tardo antica della Siponto moderna e le tombe sub divo della Pineta.

Situati vicino la pineta, a pochi passi dal centro abitato di Manfredonia, ci sono infatti due preziosi ipogei funerari paleocristiani, risalenti al quinto secolo avanti Cristo, che erano un tempo parte della vasta area ipogea esistente fra la cinta muraria di Siponto e il mare.

Rinvenuto durante i lavori effettuati dal Consorzio di Bonifica della Capitanata, l’Ipogeo Scoppa 1, decorato da mosaici policromi, è probabilmente ciò che resta di una chiesa paleocristiana attribuita a Lorenzo Maiorano che, arrivando dall’Oriente, la costruì nel luogo dove approdò, dedicandola ai protomartiri Stefano e Agata.

L’Ipogeo Scoppa 2 è preceduto da un corridoio che conduce a un ambiente con due arcosoli, nicchie incassate nella parete, sormontate da un arco, che contengono una tomba, tipiche delle catacombe paleocristiane, e venti loculi, distrutti poi per utilizzare l’ipogeo come cisterna.

Altresì, sotto la moderna parrocchia di S. Maria Regina di Siponto si trovano gli ipogei di Santa Maria Regina. Risalgono ai secoli IV-X d.C. Dovettero avere un periodo di utilizzo piuttosto lungo con un nucleo più antico e un successivo ampliamento.

Il primo ipogeo presenta 51 loculi che misurano 0,4m larghezza x 0,4m altezza x 1,70 lunghezza. Presentano tracce di calcina, usata lungo i bordi dei tegoloni che chiudevano ogni tomba. I resti di scheletri di bambini e adulti sono raccolti in un loculo distrutto, sotto un arcosolio.

Si passa al secondo ipogeo attraverso un passaggio ottenuto col taglio della roccia di divisione, che ha così distrutto i diaframmi centrali di molti loculi. Questa grotta è costituita da un ambulacro centrale a croce greca, dal quale si aprono tre arcosoli polisomi contrapposti.

Fonte: “Viaggiare in Puglia”
Fotografia: Aldo Caroleo, Archeoclub Siponto